venerdì 24 febbraio 2017

La Cuccarini in scena come la Turandot

Squadra che vince non si cambia. Con lo stesso cast di Rapunzel, successo da 160mila spettatori, dove lei era la regina Gothel, Lorella Cuccarini si trasforma - parrucca corvina e tiara monumentale - ne La regina di ghiaccio, musical corale ideato e diretto da Maurizio Colombi. Un musical liberamente ispirato alla fiaba persiana che, a sua volta, ha dato origine alla Turandot di Giacomo Puccini. 


«Lo spettacolo è bellissimo e non lo dico perché sono di parte, più bello forse di Rapunzel - ha spiegato Lorella Cuccarini durante la presentazione, ieri, al teatro Brancaccio - Il musical può contare su un ottimo cast di attori, ballerini, dove nessun personaggio è di contorno all’altro, sono tutti protagonisti. È una bellissima sfida». Questa volta la star televisiva - reduce dal recente successo di Mia nemica amatissima al fianco di Heater Parisi, oltre che neo autrice del libro Ogni giorno il sole (Piemme) - interpreta il ruolo di una crudele regina, vittima di un incantesimo fatto da tre streghe, dove gli uomini sono costretti ad indossare una maschera per non incrociare il suo sguardo. A tutti gli uomini lei pone tre enigmi: se non li risolvono, vengono decapitati. Solo il principe Calaf, interpretato da Pietro Pignatelli, riuscirà a sciogliere il cuore di ghiaccio della regina con il suo amore. Questa volta in sala, a differenza di Rapunzel, non mancheranno gli effetti speciali e gli attori, ben 21 sul palco, abbattendo la cosiddetta quarta parete, coinvolgeranno tutti gli spettatori, grazie all’utilizzo di immagini video realizzate con le tecnologie più moderne. «È un musical tipicamente italiano e ne siamo tutti orgogliosi. Non si rifà a dei musical internazionali come spesso ultimamente sta accadendo. Il mio personaggio è affascinante, bipolare, una donna algida, fredda, vittima di un incantesimo, ma al contempo è una donna eccitante». Molti i personaggi curiosi come le tre streghe Tormenta, Gelida e Nebbia e un terzetto di uomini, Ping, Pong, Pang, lo stesso Principe Calaf, nome che sta per calore, amore, fuoco. Le musiche sono di Davide Magnabosco, Paolo Barillari e Alex Procacci. I testi sono dello stesso Maurizio Colombi e Giulio Nannini.