sabato 6 agosto 2016

Manuel Agnelli: "Io, giudice a XFactor per questioni di potere"

“Ho avuto un anno di tempo per pensarci bene e parlare con il produttore e gli autori e loro come persone mi sono piaciuti molto, parlano la mia lingua, ci siamo capiti, volevano che fossi me stesso”, Manuel Agnelli racconta la scelta di diventare uno dei nuovi giudici di XFactor:


 “Scopro di essere adatto al programma – ha raccontato a “Rolling Stones” - Il fatto di essere me stesso era esattamente ciò che stavano cercando. Non devo fare niente di artificioso o artificiale, un paio di cagatine mi hanno imbarazzato tipo il red carpet perché gli altri tre giudici firmano gli autografi e stringono le mani e io non so che cazz* fare perché nessuno mi caga”.
Il talent gli dà un’occasione (“Questa è l'occasione per portare una visione che è diversa da quella che hanno avuto fino ad oggi lì. E' la visione di un percorso. X Factor come una tappa per me e per chi ci partecipa. Fare musica come percorso e parte di vita, non per fare successo. Io faccio musica perché ho necessità, perché è il mio linguaggio, perché ho bisogno di parlare quella roba lì. Se trovo dei miei simili provo a spingere quel tipo di visione”) e i vantaggi non sono pochi: “I soldi sono tanti, me li tengo e li userò come piace e pare a me perché ritengo di meritarmeli. Avrei preso gli stessi soldi facendo un tour di un anno, il potere è la ragione vera. La visibilità mediatica che una cosa del genere ti dà ti permette poi di realizzare un sacco di progetti che altrimenti andrebbero insabbiati, come organizzare dei festival, portare in giro il mio punto di vista...".