sabato 19 marzo 2016

"Ciao Darwin 7", Paolo Bonolis e Luca Laurenti fanno risorgere lo storico show

Paolo Bonolis e Luca Laurenti riportano in tv "Ciao Darwin", sei anni dopo il suo "funerale". Arriva venerdì 18 marzo "Ciao Darwin 7 - La resurrezione", la nuova edizione in 8 puntate del programma cult di Canale 5 nato 18 anni fa e seppellito nell'ultima puntata in onda. Format e sigla restano invariati: "In Italia a parte i conti pubblici torna tutto. - scherza Bonolis a "Tv Sorrisi e Canzoni", prima di ammettere - Potrebbe essere l'ultima edizione".


"Ciao Darwin 7" riparte da dove si era interrotto, dal tentativo di trovare le caratteristiche dell’uomo e della donna del Terzo Millennio, attraverso prove per definire il carattere dominante. Le fatiche che i concorrenti, divisi in categorie contrapposte e giudicate dalle 200 persone del pubblico in studio, sono quelle che negli anni hanno fatto divertire i telespettatori: "A spasso nel tempo", in cui i concorrenti sono magicamente proiettati in diverse epoche storiche, la "Prova di coraggio", il "Faccia a faccia", e il celebre quiz all’ultimo respiro dei "cilindroni" pieni d'acqua. Nella prima puntata, a scontrarsi saranno le categorie dei "normali" e dei "diversi", capitanati rispettivamente da Orietta Berti e Rebecca De Pasquale ex concorrente del "Grande Fratello 14".
Invariata anche la sigla dello show che resta "Matti", canzone composta e cantata da Renato Zero per "Ciao Darwin", diventata vero e proprio tormentone della tv con il suo "Matti, siamo tutti matti".
Ma la nuova edizione dell'unico show antropologico della tv presenterà anche qualche novità, a partire dalla presenza dei personaggi di "Pupazzo Criminale", la serie web di Lillo&Greg.
Ci sarà anche Madre Natura che cambierà ogni settimana e “forse comparirà anche un Padre Natura”, svela Bonolis. “La novità è nella grammatica comica mia e di Luca Laurenti - afferma il conduttore, rivelando che quella di "Ciao Darwin" è "una conduzione molto faticosa".
Il programma sbarca anche su web e social con un hasthag ufficiale che non poteva non essere #siamotuttimatti.