martedì 30 giugno 2015

Barbara Bouchet contro Tarantino: "Bambino inaffidabile e maleducato. Ecco cosa ha fatto"

“Sono sempre più controversi perché è vero che Quentin ha rivalutato la commedia sexy e mi ha fatto felice, ma è altrettanto vero che è un gran maleducato e una gran sola” Una Barbara Bouchet contrariata dal comportamento di Quentin Tarantino, che l’ha definita una sua musa: “È inaffidabile. È un bambino – ha raccontato a “Il Fatto Quotidiano - So quel che dico. La storia parte da lontano. Il primo a tentare di riunirci fu un bravo artista italiano, 


Francesco Vezzoli, uno che pur essendo grande, ha la rara grazia di chi non si sente nessuno. Il contrario di Quentin. All’epoca non lo conoscevo. Voleva fare il remake di Caligola di Brass e propose il ruolo a Tarantino. Lui fu secco: “Lo faccio solo se Barbara interpreta mia moglie”. Arrivammo a Los Angeles io, Helen Mirren, Adriana Asti, Benicio del Toro. Tutti ad aspettarlo. La baracca pronta a partire. L’emozione. Lui fece chiamare dalla segretaria: “Il signor Tarantino non se la sente”. Sosteneva di sentirsi grasso. Fuori forma. Fu solo la prima di tante altre sole”.
Barbar infatti racconta un altro avvenimento: “Gli viene in mente di dedicarmi una retrospettiva al Beverly Hills Theatre. Vuole far proiettare tutti i miei film. Mi sento onorata. Lo raggiungo. E ci casco un’altra volta. La prima sera va benissimo. Lui cinguetta, è complimentoso, affettuoso. Poi inizia a sparire, a mandare Joe Dante al suo posto a presentare i film: “Pensa Barbara- mi dice Dante-non lo vedevo da un anno”, a comportarsi da Quentin. “Excuse me honey” dice e si dilegua. L’ultima volta è stata a Venezia. Mi dà appuntamento in un club privato. Lo aspetto fino alle due di notte. Poi chiamo Julie, l’assistente e chiedo lumi. Lei minimizza: “Non so dove sia, ma tu ti diverti, no?”. Le rispondo a brutto muso: “Tu non hai capito niente. Non vado da sola a divertirmi e men che mai in un night club a mezzanotte”. Se mi telefona un’altra volta per un appuntamento non mi presento. Giuro. Ho conosciuto anche Scorsese. Ho recitato per lui in Gangs of New York. Altra storia. Altra pasta. Essere talentuosi non basta, a volte serve anche essere educati. Quentin possiede tante doti. Quella proprio non ce l’ha”