giovedì 28 maggio 2015

Maisie Williams, dal Trono di Spade al grande cinema: "La parità di genere non esiste"

Giovane, inglese, femminista, portata al successo da una saga fantasy che tiene incollati allo schermo milioni di fan. Il curriculum di Maisie Williams, protagonista della serie Il Trono di Spade e al cinema in Inghilterra con il dramma The Falling, ricorda quello di Emma Watson, a Hollywood sull'onda di Harry Potter.
Anche Williams si prepara a diventare grande. Dicendo addio al franchise che l'ha lanciata. 
“Il Trono di Spade” si avvicina alla fine. Spaventata o sollevata?
 


«Più spaventata. Almeno, quando tutto sarà finito, avrò più tempo per cercare altri lavori. Non voglio finire nel dimenticatoio. 
Andrà a Hollywood?
«Per ora no. Mi piace il cinema europeo, mi pare che abbia più cose interessanti da dire». 
Parteciperà all'ultima stagione de “Il Trono di Spade”?
«Faranno almeno 7 stagioni, ma non so quanto rimarrò. Il guaio è che non sai mai quando uscirai di scena. Ogni volta che apro il copione trattengo il respiro: quando mi faranno morire, e come?». 
Watson, finito Harry Potter, si è tagliata i capelli. Lei che farà?
«Qualcosa di altrettanto drastico. Forse cambierò il colore. Aiuta il pubblico a "liberarsi" del personaggio».  Anche il suo ruolo in The Falling è stato liberatorio?
«Molto. È un film che racconta l'adolescenza, il sesso, l'alcol, nella società repressiva anni 60. E parla soprattutto alle giovani donne, raccontando un momento in cui siamo passate tutte: quello in cui un ragazzo si mette in mezzo a un'amicizia». 
Mai perso un fidanzato per un'amica?
«Mai. Però ho perso un'amica per averle detto che forse lui non era la persona giusta».  Si definirebbe femminista?
«Sì. Pretendo la parità di genere in un mondo squilibrato, a favore degli uomini». 
Il mondo del cinema è maschilista.
«Certamente servono più ruoli per le donne e le attrici vengono pagate meno degli attori. Ma ci sono altri posti, e altri ambienti, in cui le cose vanno molto peggio». 
Si sente un modello per le più giovani?
«Vorrei che le ragazze mi guardassero in quanto attrice, non come modello di buona condotta. Essere un "modello" è difficilissimo e ti obbliga a non cambiare mai. Guardate cos'è successo con Miley Cyrus: aveva troppo peso addosso. Non approvo tutto quel che ha fatto, ma non la giudicherei mai per questo».