venerdì 13 febbraio 2015

Alex Schwazer parla dell'ex fidanzata Carolina Kostner: "Le zuppe riscaldate non sono buone"

Senza pace Alex Schwazer. Il Tribunale antidoping del Coni lo ha squalificato una seconda volta, per tre mesi, per aver eluso i controlli antidoping del 30 luglio 2012. L’episodio è ormai noto anche per lo stop subit dall’allora sua fidanzata, la pattinatrice e campionessa mondiale Carolina Kostner (16 mesi), colpevole di aver coperto il marciatore e di aver negato la presenza di Alex a casa sua, quel giorno a Obersdorf, in Austria.


Tre mesi ulteriori per il marciatore di Bolzano, oro olimpico a Pechino 2008, dopo i 3 anni e mezzo presi per uso di Epo alla vigilia dei Giochi di Londra 2012. La squalifica quindi scadrà il 29 aprile 2016 e non il 29 gennaio 2016, comunque prima dei Giochi di Rio. Eppure Schwazer parla ancora di Olimpiadi. «Mi piacerebbe fare un percorso chiaro e progettato per i Giochi. Certo, con i 3 mesi in più di stop diventa più difficile andare a Rio. Sogno di diventare testimonial antidoping».
Le parole dell’azzurro della marcia sanno più di illusione che di obiettivi reali. «Vorrei che mi seguisse il dottor Donati, il più credibile in tema antidoping. Voglio ricostruire la mia immagine pulita». E la Fidal? «Per ora i rapporti con la federazione sono pari a zero, però sono certo che si riavvicineranno a me quando sentiranno odore di medaglie verso Rio 2016. So che posso tornare a fare i miei tempi. Se loro non vorranno convocarmi, fatti loro. Liberi di chiamare Rubino che arriva ventesimo. Una cattiveria? Lui lo è stato con me».
Sulla Kostner parole d’amore. «Carolina non c’entra nulla col doping. Quel giorno a Obersdorf se ha sbagliato è stata colpa mia». Poi una rivelazione: «Quando mi sono dopato non ci stavo con la testa. Sono stato in cura da psicologi. Mi dava i nervi che con certi atleti non accadeva mai nulla (russi e cinesi, ndr), Ora voglio solo riacquistare rispetto».